Dopo il Tribunale amministrativo federale, anche il Tribunale federale si pronuncia in merito alla causa concernente Google Street View, confermando nei punti essenziali la posizione di Hanspeter Thür, incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT). Il Tribunale federale statuisce che anche le imprese straniere sottostanno al diritto svizzero e di conseguenza alla vigilanza dell’ IFPDT, e impone a Google condizioni severe.

Con la sentenza del 31 maggio 2012 nella causa concernente Google Street View, il Tribunale federale impone condizioni severe a Google e rafforza la protezione dei dati in Svizzera chiarendo alcune questioni giuridiche centrali. Il Tribunale supremo statuisce che il diritto svizzero si applica anche alle imprese straniere, sempre che queste abbiano uno stretto legame con la Svizzera, e che di conseguenza anche Street View rientra nella competenza dell’IFPDT. Secondo il Tribunale federale, nell’ambito di Street View, Google elabora dati personali e, pubblicando immagini non (sufficientemente) sfocate, viola in linea di principio il diritto alla tutela dell’immagine e la personalità degli interessati.

Il Tribunale federale sottolinea che i cittadini non devono sentirsi costantemente osservati e impone a Google, in accordo con le richieste avanzate dall’IFPDT, il rispetto delle seguenti condizioni:
prima di essere caricate nel sito Street View, le immagini di installazioni sensibili, in particolare centri di accoglienza per donne, case per anziani, prigioni, scuole, tribunali e ospedali devono essere rese completamente anonime. Il Tribunale federale precisa parimenti che, oltre ai volti, non devono essere riconoscibili neppure caratteristiche quali il colore della pelle, l’abbigliamento, gli ausili di persone fisicamente disabili, ecc. Di conseguenza in questi casi non è sufficiente sfocare i volti ma è necessaria un’elaborazione manuale delle immagini.

L’IFPDT aveva espresso la critica che da un’altezza di 2,75 metri è possibile effettuare riprese anche in settori privati quali giardini o cortili recintati. Accogliendo questa critica il Tribunale federale stabilisce che le immagini di settori privati non visibili agli occhi di un comune passante non possono essere pubblicate. Per le immagini già in rete, fissa a Google un periodo transitorio di tre anni per procedere alla corrispondente correzione, mentre le immagini caricate in futuro dovranno adempiere detto requisito.

Inoltre Google deve informare in modo più esauriente. Da un lato l’impresa deve migliorare le informazioni relative ai diritti di opposizione in Internet e accettare anche i reclami presentati per posta. Dall’altro deve rendere noto, con un preavviso di almeno una settimana, in quali città e paesi verranno effettuate riprese e, con lo stesso preavviso, quali località verranno messe in rete. Questa informazione dovrà apparire non soltanto in Internet, bensì anche nei media locali.

Per quanto concerne la richiesta avanzata dall’IFPDT di sfocare tutti i volti che appaiono in Street View, il Tribunale federale statuisce che il margine d’errore non può essere superiore all’1 per cento, e questo a condizione che Google migliori costantemente il software al fine di ridurre ulteriormente detto margine d’errore. Google dovrà informare costantemente l’IFDPT in merito a questi miglioramenti.

L’IFPDT è molto soddisfatto della sentenza, che conferma nei punti centrali la sua concezione giuridica; inoltre il Tribunale supremo sottolinea in tal modo che l’anonimizzazione delle persone prima della pubblicazione in Internet dev’essere subordinata a requisiti severi.

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