Arrivati ieri a Las Vegas inizia oggi la nostra avventura americana! Partiamo all’alba da Las Vegas per raggiungere Racetrack Playa nella Death Valley e vedere le traiettorie lasciate dalle famose rocce mobili, fenomeno recentemente spiegato grazie ad uno studio di Richard Norris della Scripps Institution of Oceanography (California). In pratica il tracciato lasciato dalle rocce (alcune pesanti anche diverse centinaia di kg) sul fango secco, apparentemente inspiegabile, è causato dal fatto che durante i mesi invernali con presenza di acqua o neve nella Playa si forma uno strato di 5-6 mm di ghiaccio che sciogliendosi al sole e in presenza di forte vento crea una sorta di cuscino sotto le rocce che permette il famoso spostamento e la relativa traccia nel fango.

Appena lasciata Las Vegas il sole che sale lentamente fa sì che il deserto ci regali colori che in un attimo passano dal rosso intenso all’azzurro del cielo; la giornata si prospetta spettacolare! Entriamo nel Death Valley National Park dalla Death Valley Junction; l’entrata è sottoposta ad una tassa, che può essere pagata presso i distributori automatici posti nel parco oppure direttamente al Furnace Creek Visitor Center. Obbligatoria la tappa a Zabriskie Point, un posto di una bellezza surreale e che ci fa capire che nella Death Valley anche ad ottobre le temperature sono abbondantemente sopra i 30 gradi; siamo al mattino e il termometro segna già 34° C e nel primo pomeriggio la colonnina di mercurio dovrebbe salire sino a 40° C.

Raggiungiamo quindi Furnace Creek, dove ci attende una delle Jeep di Farabee’s Jeep Rentals; la strada per raggiungere Racetrack Playa della lunghezza di 26 miglia è infatti tutta sterrata, con alcuni tratti molto sconnessi. Volendo è possibile anche percorrerla con un’auto normale o un SUV, cosa che personalmente però ti sconsiglio vivamente perché non si tratta di un semplice sterrato e un veicolo normale potrebbe anche avere problemi ad affrontarla, sia ai pneumatici visto la presenza di rocce taglienti che alle sospensioni o al motore per il caldo. Inoltre lungo il tragitto non funzionano i cellulari ed avere un problema significherebbe dover andare a cercare aiuto a piedi sotto un sole veramente infernale. Farabee’s Jeep Rentals offre invece delle Jeep Wrangler Colorado appositamente modificate per affrontare le asperità del terreno dei tracciati più impegnativi. Ti conviene prenotare con anticipo, il numero di Jeep è limitato e potresti non trovarne di disponibili se ti presenti il giorno stesso. La Jeep viene fornita con un trasmettitore satellitare tramite il quale è possibile inviare una richiesta d’aiuto in caso di bisogno; viene anche lasciato un frigo portatile con all’interno abbondante ghiaccio e bottiglie di acqua minerale, assolutamente indispensabili viste le temperature. Il prezzo giornaliero del noleggio è visibile a questo link; oltre all’assicurazione di 50 dollari giornaliera (con franchigia di 2’000 dollari) ti consiglio anche una assicurazione di 25 dollari giornaliera che copre problemi ai pneumatici (ad esempio eventuali rotture) e rotture ai vetri delle Jeep, che mi è stato detto sono i due problemi che possono capitare durante il percorso sulle piste non asfaltate.

Partiamo quindi, dopo una piccola spiegazione su come affrontare i percorsi fuoristrada del luogo e dopo aver dato indicazioni del tracciato che intendiamo fare, alla volta di Racetrack Playa. Una sosta a Ubehebe Crater, quindi la strada asfaltata termina. Inseriamo le quattro ruote motrici e affrontiamo il percorso, in alcuni tratti piuttosto disconnesso. Il paesaggio è lunare, con zone davvero suggestive come il tratto che attraversa una distesa di Joshua Trees, una caratteristica pianta del deserto. Si procede sino al bivio Teakettle Junction, che prende il nome dalle molte pentole da tea, con la firma di chi le ha portate, appese al cartello, quindi dopo poche miglia ci appare la Racetrack Playa!

Un posto magico, avvolto nel silenzio, una distesa piatta di fango secco di circa 5km, con il sole che ti brucia la pelle; percorriamo tutta la strada che costeggia la Playa e ci fermiamo al suo bordo sud. Scendiamo dalla Jeep e incominciamo a inoltrarci verso il centro, dove intravediamo le famose rocce. Sono lì, ferme e piantare nel fango secco, con dietro la loro bella scia, in alcuni casi anche di decine di metri di lunghezza: spettacolare!

Ci guardiamo intorno e ci godiamo questo paesaggio sperduto nel nulla, la distesa di fango secco e perfettamente liscia, le rocce sparse sulla sua superficie, le montagne intorno, il silenzio rotto dal vento, il cielo di un azzurro intenso con il sole che picchia fortissimo. Sembra irreale.

In lontananza una scia di polvere annuncia l’arrivo di un’altra Jeep, noi nel frattempo torniamo alla nostra pronti per tornare alla civiltà! Ne è valsa decisamente la pena!

Domani ci aspetta lo Skywalk del Gran Canyon West. Stay tuned!

Informatics, ski racer, loves Finland, Norway, mountains, squash, photography, Drones and RC Helicopter – Snapchat: andrea.perotti

Translate »