Si è corsa il 25 gennaio 2020 la 77ma edizione dell’Inferno di Mürren, una delle gare di sci più famose e faticose, che vede alla partenza 1800 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Quest’anno percorso ridotto con partenza allo Schilthorn a 2970 m e arrivo a Winteregg a 1580 m; la poca neve non ha permesso di raggiungere il paese di Lauterbrunner a 800 m.

Prima di tutto sono in molti che mi chiedono come mai partecipo a questo tipo di competizioni, ovvero gare di sci di discesa libera caratterizzate dall’alta velocità, pericolosità ed estremamente lunghe e faticose visto che nel caso dell’Inferno vi sono anche alcuni tratti in salita. La risposta è molto semplice; sicuramente per la passione per queste gare e per la velocità, ma anche per il fatto che ho la fortuna di condividere queste esperienze con un gruppo di amici che definirei pazzi quanto me per queste competizioni. Con Chico e Marcello sono quasi 20 gli anni che ci hanno visto insieme in partenza, negli ultimi anni si è aggiunto Gianmario ma sembra che ci si conosca da una vita e ultimamente la squadra si è ulteriormente allargata con l’arrivo di Luciano, Lorenzo Raimondo e Alberto. Un bel gruppo davvero, in questo modo le gare e le loro preparazioni diventano pura passione e divertimento!

Ma tornando all’Inferno, quest’anno il tempo è stato clemente e sia venerdì che sabato abbiamo goduto di due spettacolari giornate di sole. Il tracciato risentiva della poca neve e quindi era molto ondulato e duro, in molti tratti anche piuttosto sconnesso.

Tradizionale partenza allo Schilthorn ai piedi del Piz Gloria seguita dalla esse iniziale e poi dal veloce traverso dello Schilthorn che percorro sfiorando i 100 km/h. Perdo progressivamente velocità sulla stradina ed ecco il passaggio ai piedi di Birg, che immette nel secondo traverso, quest’anno più basso. Entro a quasi 100 km/h per poi perdere tutta la velocità e al termine del traverso mi ritrovo al primo tratto in salita a Obere Hubel.

Alla fine della salita riprendo la posizione e la velocità lungo il tratto in curva che porta al Muttlerenhorn; la velocità sale rapidamente ed ecco la compressione che percorro a poco meno di 100 km/h. La pista corre verso destra ed in un attimo ecco apparire un tratto tanto impegnativo quanto pericoloso: lo Zanggers-Graben ovvero l’entrata del temibile Kanonenrohr. La pendenza fa si che entrare troppo veloci significa la certezza di finire diritti nelle reti!

Affronto il muro seguente che porta ai tornanti nella stradina, quindi posso nuovamente far correre gli sci prima della secca curva a sinistra a Höhenlücke; non bisogna perdere troppa velocità perché si avvicina la terribile salita del bosco. Sfrutto la velocità finché posso ma poi inesorabilmente inizia la salita; la folla ai lati incita chi sta salendo, ma il fiato si fa sempre più affannoso e il cuore batte a mille. Arrivo in cima con le ultime forze e finalmente inizio l’ultimo tratto che mi porterà al traguardo di Winteregg.

La pista ora è da affrontare tutta in velocità, si tratta di stare in posizione e lasciar correre gli sci il più possibile. Affronto l’ultimo tratto a 100 km/h ed ecco apparire Winteregg; il traguardo è in salita, ma la velocità mi permette di arrivarci senza spingere.

Qualche minuto per riprendere fiato e forze e poi il consueto scambio di impressioni con gli altri della squadra scesi prima di me; anche quest’anno il diavolo dell’Inferno di Mürren è sconfitto e sono riuscito a rientrare nel bronzo!

Ora si può pensare al prossimo appuntamento: il Parsenn Derby di Davos di fine febbraio. Stay tuned!

 

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Belalp Hexe 2020
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