Quadro geomorfologico di Saas-Fee
Saas-Fee si trova nell’alta valle Saastal, una valle laterale della valle del Rodano nel Canton Vallese, nel cuore delle Alpi svizzere. Il territorio è dominato da numerose vette illustri, tutte sopra i 3000 e in gran parte sopra i 4000 metri di quota, come il Dom (4.545 m), l’Alphubel (4.206 m), il Täschhorn (4.491 m), il Rimpfischhorn (4.199 m) e l’Allalinhorn (4.027 m).
La conformazione della valle è tipicamente glaciale, modellata nelle ere quaternarie dalla presenza di estesi ghiacciai che hanno scavato valli a forma di U, caratterizzate da ripide pareti rocciose e da fondovalle larghi. Il ghiacciaio di Fee, che scende circondato dalle alte cime a dominare Saas-Fee, è uno dei principali responsabili dell’impronta geomorfologica di questa zona.
Il substrato geologico è vario ma prevalgono rocce metamorfiche, soprattutto graniti, gneiss e serpentiniti, che danno forma a creste affilate, pendii rocciosi ripidi e bacini glaciali. La presenza di rocce molto dure ha permesso la preservazione di alcune strutture alpine antiche, che si possono ancora osservare nei rilievi della valle.
Morene e depositi glaciali
Lungo i margini e nella valle si trovano estesi depositi morenici, residui del ritiro glaciale delle epoche passate. Le morene consistono in accumuli di detriti rocciosi, sabbia e ghiaia trasportati dal movimento del ghiacciaio. Questi depositi sono fondamentali per comprendere la storia glaciale della valle e rappresentano un’importante risorsa geologica e paesaggistica, in quanto formano la struttura stessa del terreno su cui sorgono villaggi, sentieri e impianti.
I laghi glaciali effimeri, formati dallo scioglimento temporaneo di pozze di acqua sopra o vicino ai ghiacciai, sono un ulteriore elemento geomorfologico che caratterizza Saas-Fee e che testimonia i processi di trasformazione in atto.
Aspetti storici
La valle di Saas, con Saas-Fee, è stata abitata fin dal Medioevo da coloni walser, che hanno saputo adattarsi a un ambiente montano difficile. La loro presenza ha inciso anche sull’uso del territorio e sulla gestione delle risorse naturali, inserendosi in un contesto geomorfologico complesso dove la montagna e il ghiaccio hanno sempre rappresentato elementi centrali della vita quotidiana.
I dati sul ghiacciaio di Fee
Il ghiacciaio di Fee è uno dei più grandi e importanti dell’area di Saas-Fee, estendendosi per circa 6 km di lunghezza e con una superficie complessiva che varia attorno ai 6–7 km², con variazioni annuali dovute a condizioni climatiche e stagioni nevose.
Ritiro glaciale negli ultimi decenni
Arretramento del fronte: negli ultimi 40 anni, il fronte del ghiacciaio di Fee si è ritirato di circa 800 metri, un dato che riflette il significativo calo degli accumuli nevosi estivi e la maggiore fusione durante la stagione calda.
Perdita di volume: lo spessore medio glaciale si è ridotto mediamente di circa 10-15 metri negli ultimi 10 anni, con una perdita complessiva di volume di ghiaccio stimata attorno al 25-30% rispetto agli anni ’90.
Velocità di movimento: la velocità di scorrimento del ghiaccio si è leggermente ridotta, passando da circa 30-40 metri all’anno negli anni ’80 a valori intorno ai 20 metri all’anno, dovuta al minor peso esercitato dalla massa glaciale ridotta.
Influenze climatiche e monitoraggio
Le temperature più elevate registrate negli ultimi decenni, soprattutto in estate, hanno accelerato il processo di fusione, mentre le nevicate invernali risultano spesso insufficienti a compensare le perdite. Saas-Fee fa parte della rete nazionale di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri (GLAMOS), che utilizza metodi come misurazioni GPS, rilievi aerei e satellitari, e analisi termiche per osservare in tempo reale l’evoluzione del ghiacciaio.
I dati raccolti mostrano una tendenza costante al riscaldamento della superficie glaciale, con una perdita netta media di spessore di circa 1 metro all’anno negli ultimi 15 anni.
Impatti ambientali e turistici
Il ritiro del ghiacciaio ha portato a una modificazione del paesaggio, con la formazione di nuove creste rocciose e laghetti glaciali effimeri, oltre ad aumentare l’instabilità dei terreni soprastanti per il disgelo permafrost. Le attività turistiche, soprattutto legate allo sci estivo, sono influenzate da queste variazioni. L’adozione di tecniche come lo snowfarming a Saas-Fee tiene conto proprio di questi cambiamenti per preservare la continuità della stagione sciistica.
Snowfarming: tecnologia della conservazione della neve
Lo snowfarming si è imposto come risposta concreta a inverni con poca neve e al ritiro dei ghiacciai. La pratica consiste nell’accumulare grandi quantità di neve—proveniente sia da nevicate naturali che dai cannoni—verso il termine della stagione invernale, stoccandola in aree dedicate (generalmente in quota per minimizzare le perdite). Il vero salto tecnologico è nella copertura: la neve viene protetta con uno strato spesso almeno 30-40 cm di segatura o cippato di legno oppure tramite geotessili speciali. Questi materiali isolano termicamente il deposito, riducendo drasticamente lo scioglimento durante l’estate.
Gli studi dell’SLF (Istituto per la neve e le valanghe) evidenziano che lo spessore del materiale coprente è determinante: simulazioni con il software SNOWPACK mostrano che una copertura ben progettata riduce perdite fino al 3% anche con aumenti di temperatura di 5°C. In media, secondo rilevazioni su scala alpina, tra il 13% e il 50% del volume della neve si perde durante il periodo di stoccaggio, un valore che scende in caso di stoccaggi effettuati in alta montagna e con coperture ben calibrate.
L’aspetto più impegnativo e costoso è la movimentazione autunnale della massa nevosa: macchinari speciali fresano e distribuiscono la neve sulle piste principali già dalla fine di settembre/inizio ottobre, assicurando una base perfetta per l’apertura anticipata e per eventi sportivi programmati. A Saas-Fee, la conservazione della neve tramite snowfarming assicura piste efficienti già nei primi giorni di stagione e limita il ricorso alla produzione artificiale nei mesi più delicati.
Budget, impatto e sostenibilità
Secondo studi recenti, circa il 47% dei progetti di snowfarming è finanziato dagli impianti di risalita stessi, il 29% dai Comuni e un altro 12% da incentivi pubblici o privati. Gli operatori ritengono che la conservazione della neve abbia impatto immediato sulla continuità dell’offerta sciistica e la pianificazione di eventi, con un rapporto costi/benefici favorevole qualora la stagione naturale sia carente di precipitazioni.
Schema Tecnico del Processo Snowfarming
FASE 1: Accumulo (Marzo-Aprile)
- Raccolta neve da piste e produzione artificiale
- Compattamento con mezzi meccanici
- Selezione aree d’alta quota (>2800m)
- Formazione cumuli 3-5 metri altezza
FASE 2: Protezione (Maggio-Agosto)
- Stesura materiale isolante
- Monitoraggio temperature interne
- Controlli mensili dello stato
- Manutenzione coperture
FASE 3: Distribuzione (Settembre-Ottobre)
- Rimozione coperture
- Fresatura e trasporto con mezzi speciali
- Distribuzione su piste prioritarie
- Preparazione base per stagione
Tabella Comparativa: Materiali di Copertura per Snowfarming
| Materiale di Copertura | Spessore Minimo (cm) | Neve Conservata (%) | Costo Relativo | Facilità Applicazione | Durata Stagionale |
| Geotessile tecnico | 5-10 | 75-80% | Alto | Elevata (4/5) | Ottima |
| Segatura/cippato legno | 40-50 | 65-75% | Medio | Media (3/5) | Buona |
| Combinazione geotessile + segatura | 45-55 | 80-85% | Alto | Bassa (2/5) | Eccellente |
| Teli riflettenti | 2-5 | 60-70% | Medio | Elevata (5/5) | Media |
| Paglia compattata | 50-60 | 55-65% | Basso | Bassa (2/5) | Discreta |
Questi dati sono raccolti dalle analisi svolte dall’Istituto Svizzero per la Neve e le Valanghe (SLF) e da studi sul campo nelle Alpi.
Dalla complessità geomorfologica che ha plasmato le montagne e le valli di Saas-Fee, al netto ritiro del ghiacciaio di Fee che racconta una trasformazione in atto e visibile, fino all’innovativa pratica dello snowfarming che preserva e protegge la neve per le stagioni a venire, Saas-Fee si conferma un ecosistema unico dove natura e tecnologia si incontrano con rispetto e cura.
I filmati del drone che sorvola Längfluh e Morenia offrono uno sguardo ravvicinato e privilegiato su questa realtà: si notano con chiarezza il fronte del ghiacciaio, i cumuli di neve conservata e il lavoro meticoloso che permette a Saas-Fee di garantire una stagione sciistica di qualità, anche in contesti climatici sempre più sfidanti.
Questo racconto visivo e tecnico, unito alla profonda storia naturale e alla sfida tecnologica rappresentata dallo snowfarming, testimonia l’impegno costante della valle per mantenere viva la magia della montagna e dello sci, assicurando un futuro sostenibile a un patrimonio naturale e sportivo irripetibile.

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