Parto da Lugano venerdì con una nevicata che mi accompagna ben oltre Locarno; Chico mi sta aspettando a Briga per salire insieme a Belalp e provare la pista della 32ma edizione della Belalp Hexe. Il tracciato è ridotto, in pratica c’è solo la parte centrale è stato tolto il tratto più in alto e il rientro che porta a valle. Partenza all’arrivo della seggiovia in alto, si taglia il traguardo all’arrivo dell’ovovia.

Non nevica ma il tempo è nuvoloso e la cosa peggiore è che la visibilità è praticamente pari a zero, non per le nuvole ma per la totale mancanza di contrasto che impedisce quindi di poter provare in velocità. Facciamo un giro ma è davvero impossibile lasciare andare gli sci, andiamo quindi al bar in attesa che la visibilità migliori.

Non appena le condizioni lo permettono torniamo in pista, ma al secondo giro ci fermiamo per soccorrere Tiziano che a causa della rottura di uno sci cade procurandosi la rottura del tendine rotuleo di una gamba e del tendine d’Achille dell’altra. Aiutiamo i soccorsi quindi torniamo al bar a mangiare, il tempo è nuovamente peggiorato.

Finalmente nel pomeriggio il tempo migliora così riusciamo a provare facendo qualche giro in velocità prima che venga chiusa la pista alle 15:00 Rientriamo in albergo e ci dedichiamo alla sciolinatura, domani sarà importante avere sci veloci.

Sabato mattina ci raggiunge Marcello, saliamo quindi alla partenza per portare il nostro materiale, quindi andiamo al bar in attesa del nostro turno. Purtroppo le condizioni della visibilità non sono delle migliori, la visibilità è pari a zero, le possibilità di farsi male non sono così remote. Saliamo in partenza mezz’ora prima della nostra partenza, in seggiovia vediamo l’elicottero che atterra a bordo pista per prestare soccorso a un concorrente che si è infortunato dopo un salto. Stiamo per prepararci ed ecco che nuovamente la gara viene interrotta, questa volta per più di mezz’ora, arriva nuovamente l’elicottero. Questa volta atterra in pista, altro partecipante da recuperare; questa volta però c’è anche un altro infortunio verso la fine della pista, quindi l’elicottero atterra nuovamente. Con queste premesse decidiamo che è troppo rischioso andare al massimo; mi ritrovo in un attimo alla partenza, affronto la pista senza rischiare in effetti è difficile capire cosa c’è in pista, niente contrasto, tutto bianco e basta. Chico ha preparato gli sci in modo perfetto, in effetti sono velocissimi, li lascio andare solo nei punti in cui sono certo della pista, altrimenti cerco di controllare la velocità. E così in un attimo ecco apparire il traguardo, tutti e tre arriviamo ancora interi; non siamo soddisfatti al 100% della nostra gara, ma la visibilità era veramente critica, rientriamo comunque nel bronzo e direi che per questa volta va bene così.

Si torna in partenza a riprendere il nostro materiale; tra una settimana saremo a Mürren, l’Inferno ci aspetta. Stay tuned!

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