In ragione della crisi sanitaria COVID-19 in corso, la Commissione europea ha deciso che l’applicazione del regolamento (UE) 2019/947 sui droni, inizialmente prevista in Svizzera a partire dal 1° luglio 2020, sarà rinviata di sei mesi al 1° gennaio 2021. Ciò significa che l’attuale regolamentazione svizzera sull’impiego dei droni rimarrà in vigore per tutto il 2020.
Il regolamento europeo distingue tre diverse categorie per le operazioni di aeromobili senza equipaggio. La stragrande maggioranza dei droni, soprattutto quelli a scopo ricreativo, opera nella categoria aperta. In questa categoria vengono regolamentate le operazioni con droni che non richiedono autorizzazioni poiché il rischio per la sicurezza è considerato limitato. Alle disposizioni attualmente vigentisi aggiungono le seguenti regole:

  • nella categoria aperta i droni potranno volare fino a una quota massima di 120 metri dal suolo. I droni dovranno continuare a essere utilizzati mantenendo un contatto visivo diretto. In questo modo il pilota del drone è in grado di riconoscere in ogni momento l’assetto e la direzione di volo.
  • il regolamento UE prevede un’età minima di 12 anni per l’uso autonomo di droni che operano nella categoria aperta. Ai più giovani è permesso far volare droni solo se sorvegliati da una persona di almeno 16 anni che soddisfi i requisiti.
  • Il nuovo limite di peso minimo sarà di 250g invece di 500g. Le zone naturali protette e le vicinanze di aeroporti sono le uniche aree in cui i droni con un peso inferiore ai 250g non potranno volare. Inoltre, anche ai droni con peso inferiore ai 250g si applica il divieto di sorvolare gli assembramenti di persone introdotto per la categoria aperta.
  • aeromodellismo tradizionale: per quanto concerne l’aeromodellismo tradizionale, i regolamenti UE lasciano sufficiente margine di manovra fino al 2022 per la definizione di deroghe. Le norme per le future operazioni di droni vengono fissate in stretta collaborazione con la Federazione Svizzera di Aeromodellismo. Le nuove registrazioni e le zone regolamentate (vedi carta dei droni UFAC) saranno invece valide anche per l’aeromodellismo tradizionale.
  • ai piloti di aeromodelli, che non volano in seno a una federazione o un’associazione, si applicheranno le disposizioni previste per la categoria aperta (cfr. sopra).
  • per la maggior parte dei casi della categoria aperta, il nuovo regolamento prevede per i piloti l’obbligo di immatricolarsi, una formazione online e un test online. La legislazione svizzera oggi in vigore non prevede una formazione obbligatoria per i piloti di droni. I corsi e gli esami si sono svolti finora su base volontaria dei singoli piloti. Con l’adozione del regolamento UE, la Svizzera deve presentare una soluzione formativa, che preveda una formazione e un esame online. Purtroppo con il passaggio al nuovo sistema i cicli di formazione e i certificati già acquisiti su base volontaria non possono in linea di principio essere riconosciuti. Con la futura soluzione, per la categoria aperta si cercherà di contenere il più possibile i costi e gli oneri in termini di tempo.

Il volo di droni in modalità First Person View FPV (pilota con occhiali e osservatore accanto con contatto visivo diretto con il drone) proseguirà come avvenuto finora.

Il regolamento delegato (UE) 2019/945 relativo ai sistemi aeromobili senza equipaggio sarà adottato già dal 1° luglio 2020. Esso riguarda principalmente i produttori, gli importatori e i rivenditori di aeromobili senza equipaggio. L’UFAC fornirà ulteriori informazioni sull’adozione di questo regolamento nelle prossime settimane.

Di seguito alcune domande e risposte inerenti il nuovo regolamento Europeo

F.A.Q. – Nuovo regolamento droni

Quali sono le nuove categorie che vengono introdotte con il nuovo regolamento UE?

Il regolamento UE distingue tre diverse categorie per l’esercizio di droni. I droni che operano nella categoria aperta non sono soggetti ad autorizzazione, se si mantiene un contatto visivo diretto, una quota massima di 120m e il loro peso non supera i 25kg. A seconda del loro peso vigono determinate limitazioni sulla distanza da mantenere verso le persone non coinvolte. Nella categoria aperta rientra la maggior parte dei droni impiegati a scopo ricreativo.

Nella categoria specifica rientrano tutti i droni per i quali è necessario contattare l’autorità competente se per esempio vengono fatti volare senza contatto visivo diretto del pilota, in prossimità di assembramenti o in zone soggette a divieti di volo. La categoria certificata si applica alle operazioni di droni a rischio molto elevato (per es. trasporto di persone o merci).

Quando sono tenuto a immatricolarmi?

Con le future disposizioni i piloti e i proprietari di droni, di peso superiore ai 250g (e anche i droni di peso inferiore ai 250g se sono dotati di telecamera, microfono o altri sensori in grado di raccogliere dati personali) devono immatricolarsi online. Tale misura è applicata a tutte le categorie.

Quali sono i nuovi limiti di peso?

Da gennaio 2021 il nuovo limite di peso minimo sarà di 250g invece di 500g. Le zone naturali protette e le vicinanze di aeroporti sono le uniche aree in cui i droni di peso inferiore ai 250g non potranno volare. Inoltre, da gennaio 2021 sarà necessaria l’autorizzazione per le operazioni di droni oltre i 25kg invece dei 30kg previsti finora. I droni di peso superiore ai 25 kg operano nella categoria specifica.

Cosa significa 120m dal suolo? Come si misura tale distanza se il pilota si trova su un rilievo naturale del terreno?

Questa distanza viene sempre misurata dalla superficie terrestre. Se l’operazione con un aeromobile senza occupanti (unmanned aircraft system, UAS) comporta che il volo parta da un rilievo naturale del terreno o sorvoli un terreno che presenta rilievi naturali, tale aeromobile deve essere mantenuto entro una distanza di 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre. Come illustrato dal grafico qui di seguito, il punto più vicino della superficie terrestre si misura sempre in base alla distanza perpendicolare tra il drone e la superficie terrestre.

Vigono zone soggette a restrizioni di volo anche a livello nazionale?

Sì, le zone soggette a restrizioni di volo indicate sulla carta dei droni continuano a essere valide e finora proibiscono di transitare in un raggio di 5km attorno agli aerodromi civili e militari nonché alle riserve naturali. Per far volare un drone appartenente alla categoria aperta in queste zone, anche in futuro occorre richiedere l’autorizzazione all’autorità competente. Secondo il nuovo regolamento UE, i droni della categoria aperta possono volare nelle zone CTR (zone di controllo) fino a una quota massima di 120m dal suolo poiché è quella prevista per tale categoria. È necessario tenere in considerazione anche le ulteriori restrizioni di volo previste da alcuni Cantoni; l’UFAC sta lavorando al loro inserimento nella carta dei droni.

È prevista un’età minima per poter far volare un drone?

La Svizzera prevede un’età minima di 12 anni per l’uso di droni che operano nella categoria aperta e di 14 anni per quelli della categoria specifica. Anche per questi piloti di droni vige l’obbligo di immatricolazione se il drone ha un peso superiore ai 250g o se è dotato di una telecamera o di un microfono. Ai più giovani è permesso far volare droni solo se sorvegliati da una persona di almeno 16 anni in possesso delle rispettive competenze di pilota.

In qualità di fotografo o di privato posso scattare fotografie con il drone in occasione di un matrimonio?

Dal 1° gennaio 2021, nella categoria aperta, i droni non potranno più sorvolare assembramenti di persone. Inoltre, non potranno più essere rilasciate autorizzazioni secondo la procedura standard per l’esercizio di droni al di sopra di assembramenti circoscritti. Per sapere se e in quali condizioni si può continuare a scattare foto-grafie, leggere la risposta alla domanda «Posso ancora far volare il mio drone?»

A partire da quante persone si può parlare di assembramento?

Con l’adozione delle nuove disposizioni UE, da gennaio 2021, i droni della categoria aperta non potranno più sorvolare assembramenti di persone. Questo varrà per tutti i droni che operano nella categoria aperta a prescindere dal peso. L’UE si riferisce ad assembramenti di persone quando le stesse sono tutte così vicine da non permettere un’immediata via di fuga nel caso di perdita di controllo del drone.

Chi sono le persone non coinvolte?

Le persone non coinvolte non sono né direttamente né indirettamente coinvolte nell’operazione col drone. La persona coinvolta è colei che esplicitamente dà il consenso al proprietario o al pilota a far volare il drone e conosce le norme di sicurezza in caso di perdita di controllo dello stesso. In caso di eventi maggiori non è quindi sufficiente avvisare circa l’esercizio di droni mediante comunicazione al pubblico o avviso sul biglietto.

Posso ancora far volare il mio drone?

Certamente, il nuovo regolamento prevede un periodo transitorio fino alla fine del 2022 ma, a seconda della zona d’impiego, vigono regole diverse.

Se un drone non dispone della marcatura CE o dell’etichetta di identificazione della classe si applicano le regole transitorie che sono un po’ più restrittive rispetto alle consuete regole previste per la categoria aperta. A seconda del peso tali droni possono continuare a essere utilizzati fino alla fine del 2022 limitatamente alle seguenti zone d’impiego:

  • un drone privo della marcatura CE e/o dell’etichetta di identificazione della classe, di peso inferiore ai 500g, può volare nelle vicinanze di assembramenti, ma non può in nessun caso sorvolarli. Inoltre, si dovrebbe evitare di sorvolare persone non coinvolte nell’operazione di volo. Una semplice regola può essere utilizzata per determinare la distanza appropriata: se il drone vola a 10m dal suolo, le persone devono rimanere a una distanza di almeno 10m;
  • un drone privo di marcatura CE e/o dell’etichetta di identificazione della classe, di peso compreso tra i 500g e i 2kg, può avvicinarsi alle persone rispettando una distanza minima di 50m;
  • i droni privi di marcatura CE e/o dell’etichetta di identificazione della classe, di peso compreso tra i 2kg e i 25kg, non possono avvicinarsi a meno di 150m dalle zone residenziali, commerciali, industriali e ricreative.

Se un drone dispone della marcatura CE come pure dell’etichetta di identificazione della classe vengono applicate le consuete regole della categoria aperta (sottocategoria A1, A2 e A3).

In quali casi il drone è considerato un giocattolo?

Se un drone è destinato solo all’uso in un ambiente interno (deve essere indicato sul prodotto) si tratta di un giocattolo; in questo caso non si applicano le nuove regole relative ai droni. Per i droni giocattolo di peso inferiore ai 250g non sono necessarie né l’immatricolazione né l’età minima. In caso però di utilizzo del drone all’esterno, trovano applicazione entrambe. Poiché non è previsto un peso massimo per i droni giocattolo, in generale vale che più il drone è pesante, meno si tratta di un giocattolo.

Quali sono le limitazioni che vigono per gli aeromodelli?

Per rispondere a questa domanda è necessario distinguere due gruppi diversi:

  • per i piloti di aeromodelli che volano in seno a una federazione o un’associazione, non è previsto un limite di quota. Per i voli all’interno di un raggio di 5km intorno agli aerodromi, per i voli all’interno delle CTR (zone di controllo) nonché sopra le riserve naturali vige un limite di quota pari a 150m. In questi casi anche i piloti di aeromodelli devono continuare a richiedere l’autorizzazione all’autorità competente;
  • i piloti di aeromodelli, che non volano in seno a una federazione o un’associazione, sono sog-getti alle stesse regole previste per gli aeromobili senza occupanti della categoria aperta, ad esempio potranno volare fino a una quota massima di 120m dal suolo.

Quando si è attribuiti alla categoria specifica?

Se non vengono rispettate le disposizioni della categoria aperta (perché ad esempio si vuole volare oltre la quota massima di 120m dal suolo), si viene direttamente attribuiti alla categoria specifica; in questo caso è necessario rivolgersi all’UFAC per presentare una dichiarazione o per richiedere l’autorizzazione di esercizio.

Come si può essere autorizzati all’esercizio di droni nella categoria specifica?

Il richiedente può dichiarare di rientrare in uno degli scenari previsti dalla procedura standard oppure richiedere all’UFAC un’autorizzazione di esercizio. Quest’ultima prevede che il richiedente effettui la valutazione dei rischi secondo il SORA (specific operations risk assessment) e viene rilasciata per una singola operazione o per una serie di operazioni. Un’ulteriore possibilità è richiedere il rilascio del certificato LUC (light UAS operator certificate).

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento UE sarà possibile continuare ad applicare le procedure standard nazionali?

Sì, ad eccezione della procedura standard per l’esercizio di droni al di sopra di assembramenti circo-scritti, le procedure standard nazionali possono continuare a essere applicate durante il periodo transitorio. Attualmente l’AESA sta elaborando una propria procedura standard; appena sarà pubblicata l’UFAC informerà nuovamente.

Che cos’è il SORA?

Si tratta di un metodo per la valutazione del rischio e per l’identificazione di misure volte a ridurlo in vista del rilascio dell’autorizzazione di esercizio di operazioni complesse. Tra queste rientrano: voli senza contatto visivo diretto con l’apparecchio (BVLOS – beyond visual line of sight), oltre la quota massima di 120m dal suolo o sopra assembramenti.

Cos’è il certificato LUC?

Il LUC è l’abbreviazione di «light UAS operator certificate». In ultima analisi, i titolari del LUC hanno persino la facoltà di autorizzare le proprie operazioni di volo. I piloti che lo richiedono devono soddisfare elevati requisiti, ricevendo in cambio determinati privilegi. La richiesta di rilascio del LUC presuppone conoscenze specifiche nel campo dell’aviazione ed è pensato per i professionisti che effettuano regolarmente tali operazioni di volo.

Quali sono le competenze richieste ai piloti della categoria specifica?

Le competenze richieste ai piloti della categoria specifica sono stabilite nella rispettiva autorizzazione. Se è obbligatoria un’autorizzazione di esercizio, l’addestramento deve avere luogo in collaborazione con un ente riconosciuto dall’autorità competente. Se l’esercizio del drone si rifà a uno degli scenari standard, è necessario possedere le competenze previste dalla relativa procedura.

Devo notificare incidenti o altri inconvenienti?

Sì, il cosiddetto sistema di notifica prevede due procedure distinte: da una parte tutti i proprietari/piloti di droni hanno il dovere di notificare incidenti e inconvenienti gravi direttamente al Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) tramite la Guardia aerea svizzera di soccorso REGA (tel. 1414, dall’estero +41 333 333 333). Inoltre, in linea di massima tutti i proprietari/piloti di droni devono segnalare tutti gli eventi imprevisti rilevanti per la sicurezza entro 72 ore all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) o al sistema notifiche dell’impresa interessata (www.aviationreporting.eu). Sono esonerati dall’obbligo di notifica eventi imprevisti, inconvenienti gravi e incidenti con aeromobili senza occupanti della categoria aperta e specifica (fanno eccezione gli aeromobili certificati) a condizione che non si siano verificate lesioni gravi o mortali a persone e che non sia stato coinvolto nessun aeromobile con occupanti.

Fonte: UFAC – Ufficio Federale dell’Aviazione Civile

Aggiornato al: 10.05.2020

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